La Psicologia Ambientale è una branca della psicologia che studia il comportamento, i processi cognitivi e le reazioni affettivo-emotive dell’individuo in relazione all’influenza degli stimoli ambientali: come, cioè, noi esseri umani percepiamo, valutiamo e usiamo l’ambiente socio fisico intorno a noi. 

Lo studio dell’interazione individuo-ambiente ci permette di capire come le persone vivono un determinato ambiente, come influenzano l’ambiente e come vengono da esso influenzate. 

Se ci pensiamo bene, noi individui non siamo mai non in un luogo, ci troviamo sempre immersi in un ambiente, che sia naturale o artificiale. Troppo spesso, però, non diamo la giusta importanza all’ambiente in cui siamo immersi e non ci rendiamo conto di quanto l’ambiente influisca sulla nostra persona, sul nostro comportamento, sulle nostre emozioni e sul nostro modo di prendere decisioni. Un determinato ambiente strutturato in un certo modo, infatti, può farci vivere emozioni positive, lasciarci dei magnifici ricordi e può fare in modo che il comportamento di una persona sia in linea con i suoi valori; un altro tipo di ambiente, al contrario, può farci vivere emozioni negative al punto tale da generare reazioni di allontanamento ed evitamento del luogo fisico. 

Cosa determina questi effetti sul comportamento e sul nostro vissuto? La Psicologia Ambientale ci aiuta a capire quali siano le conformazioni fisiche, le disposizioni spaziali e gli attributi fisici specifici che ci fanno stare bene o male in un ambiente. 

Progettare l’ambiente fisico: l’importanza dello spazio in cui si lavora

Le evidenze scientifiche provenienti dagli studi di Psicologia Ambientale dimostrano che è possibile cambiare il comportamento delle persone semplicemente cambiando il luogo fisico in cui questi comportamenti sono messi in atto

Pensate, ad esempio, al luogo in cui trascorrete la maggior parte del vostro tempo. Per molti di voi, questo risulterà essere lo spazio in cui si lavora. Interventi in contesto lavorativo basati sul cambiamento dell’ambiente fisico ed architettonico (che seguono i principi della Psicologia Ambientale) si sono dimostrati efficaci nel migliorare la soddisfazione dei dipendenti nei confronti del luogo in cui lavorano. La soddisfazione verso lo spazio di lavoro è legata alla soddisfazione generale del proprio lavoro2 che, a sua volta, migliora le prestazioni lavorative

Un ambiente di lavoro ben progettato dal punto di vista fisico, in grado di rispondere in maniera personalizzata alle esigenze di chi ci lavora, influisce sul benessere lavorativo, influenzando la produttività, favorendo interscambi tra i componenti del team e condizionando positivamente i rapporti con i clienti. Riassumendo: gli interventi di Psicologia Ambientale sul design che caratterizza il luogo di lavoro permettono di aumentare la produttività percepita, la soddisfazione e la salute dei dipendenti.

L’ambiente “naturale” dell’ufficio

Negli ultimi tempi, molte aziende hanno deciso di investire e modificare l’ambiente fisico degli uffici, con interventi a diversi livelli. Per esempio, è stato mostrato come l’aggiunta di elementi naturali nello spazio-ufficio (come l’inserimento di piante o la presenza di una finestra che affaccia su uno spazio verde) permette di migliorare la qualità dell’aria, la produttività dei lavoratori, la salute e la soddisfazione verso i propri colleghi e supervisori, oltre che migliorare l’umore dei dipendenti

Interventi di questo tipo si basano su tre approcci teorici della Psicologia Ambientale: la Teoria del Ripristino dell’Attenzione o ART (Attention Restoration Theory – R. Kaplan & Kaplan, 1989), la Teoria del Recupero Psicofisiologico dello stress o PRST14 (Psycho physiological Stress Recovery Theory – Ulrich et al., 1991) e l’Approccio del Design Biofilico (Kellert et al., 2011)15

Queste tre teorie poggiano sull’assunto secondo il quale il nostro amore per la natura è geneticamente determinato e, conseguentemente, innato (Wilson, 1984)16. Essendo attratti naturalmente dal mondo naturale, questo tipo di contatto ci fa stare bene. Le teorie citate sopra, infatti, sono concordi nel riconoscere gli effetti benefici che il verde e la vista di elementi naturali hanno sulle nostre risorse cognitive e fisiche: rigenerazione dell’attenzione (che cala dopo i compiti cognitivi), diminuzione dello stress e miglioramento del benessere generale della persona. 

Vista la loro grande efficacia, i principi di Psicologia Ambientale sono strumenti utili che un Architetto delle Scelte dovrebbe avere nella propria cassetta degli attrezzi. Interventi di Psicologia Ambientale, che combinano assieme tecniche di Psicologia Architettonica e di Economia Comportamentale, lavorano per migliorare la strutturazione fisica degli ambienti (non solo di quelli lavorativi!), che a loro volta influenza il comportamento e la qualità della vita di chi vive quegli spazi. 

Fonti

[1] Baroni, M. R. (2008). Psicologia ambientale. Società editrice il Mulino.

[2] Veitch, J. A., Charles, K. E., Farley, K. M., & Newsham, G. R. (2007). A model of satisfaction with open-plan office conditions: COPE field findings. Journal of Environmental Psychology, 27(3), 177-189. 

[3] Edwards, B. D., Bell, S. T., Arthur, Jr, W., & Decuir, A. D. (2008). Relationships between facets of job satisfaction and task and contextual performance. Applied psychology, 57(3), 441-465. 

[4] De Croon, E., Sluiter, J., Kuijer, P. P., & Frings-Dresen, M. (2005). The effect of office concepts on worker health and performance: a systematic review of the literature. Ergonomics, 48(2), 119-134. 

[5] Gillis, K., & Gatersleben, B. (2015). A review of psychological literature on the health and wellbeing benefits of biophilic design. Buildings, 5(3), 948-963. 

[6] Gray, T., & Birrell, C. (2014). Are biophilic-designed site office buildings linked to health benefits and high performing occupants?. International journal of environmental research and public health, 11(12), 12204- 12222. 

[7] Candido, C., Gocer, O., Marzban, S., Gocer, K., Thomas, L., Zhang, F., … & Tjondronegoro, D. (2021). Occupants’ satisfaction and perceived productivity in open-plan offices designed to support activity-based working: findings from different industry sectors. Journal of Corporate Real Estate.

[8] Candido, C., Chakraborty, P., & Tjondronegoro, D. (2019). The rise of office design in high-performance, open-plan environments. Buildings, 9(4), 100. 

[9] Robertson, M. M., & O’Neill, M. J. (2003). Reducing musculoskeletal discomfort: effects of an office ergonomics workplace and training intervention. International Journal of Occupational Safety and Ergonomics, 9(4), 491-502. 

[10] Aydogan, A., & Cerone, R. (2021). Review of the effects of plants on indoor environments. Indoor and Built Environment, 30(4), 442-460. 

[11] Larsen, L., Adams, J., Deal, B., Kweon, B. S., & Tyler, E. (1998). Plants in the workplace: The effects of plant density on productivity, attitudes, and perceptions. Environment and behavior, 30(3), 261-281. 

[12] Dravigne, A., Waliczek, T. M., Lineberger, R. D., & Zajicek, J. M. (2008). The effect of live plants and window views of green spaces on employee perceptions of job satisfaction. HortScience, 43(1), 183-187. 

[13]Kaplan, R., Kaplan, S., & Brown, T. (1989). Environmental preference: A comparison of four domains of predictors. Environment and behavior, 21(5), 509-530. 

[14] Ulrich, R. S., Simons, R. F., Losito, B. D., Fiorito, E., Miles, M. A., & Zelson, M. (1991). Stress recovery during exposure to natural and urban environments. Journal of environmental psychology, 11(3), 201-230. 

[15] Kellert, S. R., Heerwagen, J., & Mador, M. (2011). Biophilic design: the theory, science and practice of bringing buildings to life. John Wiley & Sons. 

[16]Wilson, E. O. (1984). Biophilia. In Biophilia. Harvard University Press.