Abbiamo l’opportunità di creare una società più forte e più equa

Questo articolo pubblicato recentemente su Behavioral Scientist invita le classi politiche di tutti i paesi a cogliere l’occasione per lavorare sulle grandi contraddizioni sociali presenti già prima dell’emergenza sanitaria ma che questa situazione ha reso più che mai evidenti e, purtroppo, amplificato.

Ora che siamo usciti dal lock down il rischio è che prevalga, anche tra chi ci governa, il bias dello status quo e il desiderio di ripristinare le cose com’erano prima.

E’ umano che in condizioni di incertezza gli individui tendano a focalizzarsi prevalentemente su decisioni a breve termine e a preoccuparsi maggiormente di evitare al massimo le perdite piuttosto che concentrarsi su quello che potrebbero guadagnare. L’avversione alla perdita è una potente forza conservatrice che favorisce la tendenza a non allontanarsi che di pochissimo dallo status quo, sia nella vita delle istituzioni sia in quella degli individui.

Ma, come detto già in numerose sedi diverse, le crisi possono rappresentare un’opportunità di cambiamento in senso migliorativo che non dovremmo lasciarci sfuggire.

La storia suggerisce che l’impatto delle pandemie sul sistema socioeconomico dei paesi dipende dalle scelte politiche e dalla volontà dei politici di cambiare. E’ evidente quindi che la ricostruzione richiederà un’agenda politica incentrata sul lungo termine che distribuisca equamente le risorse tra individui, gruppi e generazioni. Questo è tanto un problema pragmatico quanto morale.

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